venerdì 30 luglio 2010 - ore 15:58
È un comune molto esteso e del suo territorio fanno parte anche frazioni lontane. Interessante è la visita della chiesa di San Silvestro affrescata da pittori locali, che conserva una tela di Gustavo Maes acquistata ad Anversa da emigranti. Nel pittoresco abitato di Sasseglio è da non perdere il Sacello del SS. Sacramento affrescato da G. M. Borgnis nel 1751, l’antico Oratorio di San Marco e gli affascinanti affreschi murali quattrocenteschi di San Sebastiano e San Rocco. Uno splendido, piccolo mulino si presenta nei presso dell’imbocco del sentiero che porta verso Coimo in quarantacinque minuti. La posizione particolarmente gradevole, per insolazione e per morfologia, dell’abitato di Coimo, rende questo paese un territorio di confine non solo dal punto di vista geografico e climatico, ma anche rispetto alle vicende storiche e culturali.
La paziente laboriosità e l’impegno dei primi abitanti di Coimo sono testimoniati dai campi terrazzati sostenuti da muri a secco spessi e dai fossi costruiti a scopo di irrigazione (se ne veda un esempio lungo l’amabile sentiero che congiunge Coimo a Mozzio).
Il paese vanta ben due chiese, la prima maestosa e solitaria, posta al di fuori dell’abitato e dedicata a Sant’Ambrogio, affrescata nel 1728 da Giuseppe Mattia Borgnis e l’altra, invece, in centro paese, dedicata alla Beata Vergine.
La chiesa di Sant’Ambrogio ha un armonioso effetto a volute, con un pronao tetrastilo classicheggiante, a colonne binate. Nella parete esterna rivolta a sud, è inserita una grossa pietra segnata da numerose coppelle che disegnano una croce.
All’interno, un affresco della Beata Vergine delle Grazie del XV secolo, seppur fortemente screpolato, rappresenta l’opera di maggiore suggestione dell’edificio e risale, probabilmente, alla nascita della Confraternita dei Disciplinati.
Sagrogno, raggiungibile anche a piedi attraverso una stradetta percorribile in una quindici na di minuti, ha mantenuto il proprio impianto rurale, il selciato in mezzo al paese e vanta un’eccezionale Oratorio dedicato a San Rocco con un’abside semicircolare aggettante e un affresco dell’Annunciazione nell’alzata di muro che segna l’inizio dell’altar maggiore. Di lì, una passeggiata nel bosco di circa venti minuti conduce ad Albogno, dove le case signorili decorate instaurano un felice colloquio con le abitazioni rurali che le circondano. L’Oratorio di Albogno è dedicato a San Michele e la sua prima descrizione, dopo il rifacimento, data 1696. Ricco di stucchi, nel presbiterio sono presenti colonne tortili e capitelli. La tela rappresentante la Vittoria di San Michele su Lucifero è una copia da Guido Reni.
A Gagnone si trova l’Oratorio dedicato a San Defendente, sorto perché venissero allontanate dall’abitato tutte le calamità. Le reliquie offerte nel 1834 dalla benefattrice Anna Bolongaro, non rispondono con certezza a quelle del Santo. A Orcesco si trova, invece, l’Oratorio di San Carlo, santo che godeva di grande culto, anche perché era esponente della famiglia Borromeo feudataria della Valle.
I due piccoli paesi si sviluppano seguendo l’andamento di un corso d’acqua che si immette, con una forra, nel Melezzo Occidentale.
Nuova struttura da segnalare: la Biblioteca di San Giulio, raggiungibile anche con un bus navetta, allestita nella splendida chiesetta sconsacrata di cui è stato conservato, anche dal punto di vista pittorico, tutto il possibile.
Le strutture ricettive
Le manifestazioni in programma
La galleria fotografica